domenica, aprile 01, 2007

RICORDO DI UNO DI NOI

Scrivo questo post per raccontarvi la mia esperienza vissuta con il Papa Giovanni Paolo II...quando ricordo, ancora mi commuovo.
Era appena passata la Pasqua quando le sue condizioni di vita peggiorarono...non era una novità che il Papa stesse male, se non sbaglio era già da un paio di mesi che si trascinava dei problemi di salute...
Io ho da sempre detto che nel giorno che stesse morendo sarei subito andato a San Pietro a vegliare il suo trapasso a vita eterna...era come un desiderio, quasi un sogno in me...che strani sogni che hai!! mi direte! :) bè che ci posso fare!

Era lunedi...martedi...mercoledi...bo' non ricordo!
Comunque stavamo io ed Alessandra a casa di Roberto al pian terreno, quando la televisione annunciò che il Papa stava male...
Io appena ho sentito questo mi misi a piangere, e mi sentii trasportato in Piazza S. Pietro...io dovevo andarci, se non ci andavo mi sentivo male!
Non è tanto che io ci volessi andare perchè sapevo che sarebbe morto...come facevo a saperlo?
Ma piuttosto sentii come se qualcuno mi volesse lì...ad aspettare la sua morte.

Fatti i bagagli in pochissimo tempo, ritornammo io ed Ale a Roma...mi ricordo che mio padre quasi non voleva che andassimo così di fretta...ma era piu' forte di me! io dovevo andare lì!

Non ricordo piu' nulla...ho una specie di vuoto sul viaggio di ritorno...mi rotrovai in piazza san Pietro, Ale era a scuola, a pochi passi dalla piazza, e mi avrebbe raggiunto appena uscita...

Mi ritrovavo in piazza...poche parole per descriverla, ma tante emozioni...
c'era della gente, soprattutto ragazzi, tanti ragazzi che erano accorsi come a noi, perchè si sentivano di stare lì...tutti avevano uno sguardo un pò perduto...tutti vagavano nella piazza...i canti dei neocatecumeni riempivano l'attesa...le preghiere abbondavano...GIOVANNI PAOLO!...GIOVANNI PAOLO!...urlavano i papa boys...NON mollare Mai...un pò come uno stadio...però ognuno lo sosteneva come poteva...le suore con il rosario in mano, in cerchio a pregare...il misticismo era ai massimi livelli...l'acqua delle fontane continuava a grondare come per scandire il tempo che passava...stare in quella piazza, in quei momenti, penso sia stato unico al mondo...il tempo si era fermato, era piu' reale l'invisibile che il visibile...
Quando entrai in quella piazza tutta l'ansia e la frenesia che avevo cessò...finalmente ero dove volevo, e dove dovevo essere...

Perchè tutto questo attaccamento al Papa? perchè tutti questi giovani erano accorsi da lui?
Era il 2000, il Giubileo.
Io avevo 16 anni, ero pieno di sogni e di volontà. Insieme a molti ragazzi di Roccasecca eravamo accorsi a Tor Vergata, in pieno "deserto" romano per l'incontro della gioventù mondiale organizzata da Giovanni Paolo II...eravamo due milioni!!! altro che woodstock!eheh
Qui la "star" era il Papa! portoghesi, spagnoli, tedeschi e chi piu' ne ha piu' ne metta!...c'erano tutti ragazzi provenienti da ogni nazione del mondo!
Non mi dilungo troppo, visto che questa è un'altra storia...
Stavo sotto il palco ...sotto si fa per dire...diciamo un centinaio di metri...il palco sembrava un grande altare, come una zigurat o una piramide...ed al centro c'era il Papa, che scherzava con tutti noi...eheh ma sul serio! ci faceva ridere!
Quando parlò, una frase riempi di gioia il mio cuore...disse:
...vi dico: Vedo in Voi le Sentinelle del mattino in quest' alba del terzo millennio... Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame...voi difenderete la vita in ogni momento, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa Terra sempre piu' abitabile per tutti.
A noi ragazzi!?! Noi eravamo le sentinelle che stavano lì a vegliare, l'arrivo del nuovo millennio...noi! mica i politici o i potenti della terra avevano l'onore di aspettare quest' alba, che avrebbe dato inizio ad una nuova era, ad una nuova storia, sicuramente di pace e gioia (se fosse dipeso da noi giovani).
Quelle parole insieme a queste: parafrasando un'espressione di Santa Caterina da Siena, vi dico: "Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!"
E per fuoco lui intendeva un fuoco santo, non un fuoco distruttore... quel fuoco che viene dall'Alto e che ogni giovane ha dentro, quel fuoco che ci farebbe morire per un ideale...solo che a volte lo teniamo chiuso dentro una campana e lo mettiamo da parte...e rischia di spegnersi.

Insomma le sue parole avevano messo del fuoco vivo in tutti noi giovani...alla fine della giornata eravamo tutti diventati santi a dir poco! eravamo in grado di fare una rivoluzione di pace in tutto il mondo!

E' per questo, penso, che io, alessandra e tutti gli altri ragazzi eravamo lì a vegliare con il corpo e con lo spirito la morte del Papa dei giovani, siccome molto diede lui a noi, ed era giunta la triste ora di contraccambiare.

Le lacrime scendevano ogni volta che si ripensava a quelle parole, ed ogni volta che tutti Lo incitavano a non mollare e a restare con noi,ed ogni volta che le chitarre dei neocatecumeni attorno all' obelisco al centro della piazza intonavano "O Morte, dov'è la tua Vittoria?" prendendosi gioco e sbeffeggiando la morte...
...
...
...
I giornalisti ed i cameraman cercavano di catturare questi momenti, credendo chissà che cosa...e nessuno se li filava.
Questo movimento spontaneo di noi giovani faceva rimanere sbigottiti gli adulti...

La piazza...le fontane...persino l'obelisco toccando il cielo con la punta sembrava pregare Il Cielo per accogliere Giovanni Paolo II nella Gloria del Padre.
Ansia, speranza, pianto e gioia si alternavano in noi portandoci anche in uno stato confusionale...
La sua morte fu annunciata alle 8.35...
...lacrime e lacrime...
I nostri pianti furono interrotti solamente da una notizia letta poco dopo...
Il Papa prima di morire, durante la sua agonia ha trovato la forza di dire delle parole che rimarranno scolpite per sempre in me ed ale, ed in tutti i giovani che erano lì:
"Vi ho cercato.Adesso voi siete venuti da me...e vi ringrazio"

Oggi rispondo: Grazie a te, per tutti gli insegnamenti e per tutto l'amore che hai dato a noi giovani...Persino con il tuo silenzio prima di morire e nell'ora del tuo passaggio nel Regno dei Cieli tu ci hai donato quel Fuoco che custodiremo per sempre in noi.
Simone

lunedì, marzo 26, 2007

La musica è
la colonna sonora della vita

Questo post ha come unico scopo la raccolta delle vostre esperienze con la musica...da 0 anni fino ad oggi!

Basta scriverlo nei commenti...
Siate lunghi! non c'è problema.
Vediamo cosa esce fuori!


Simone

sabato, marzo 24, 2007

Una piccola brillante commedia

Si chiude con questo post, la prima parte della sezione dedicata al cinema.

Sono orgoglioso di dire che noi de Il bruco abbiamo visto questo film insieme, in uno dei cinema più popolari di Roma. E lo abbiamo apprezzato unanimemente.
E’, infatti, una delle più belle commedie che ci sia capitato di vedere in questi ultimi tempi, anzi nell’ultima stagione. Il titolo è “Little miss sunshine”.
In america è stato il caso cinematografico dell’estate: uscito a fine luglio su otto schermi, si è ritrovato, un mese dopo in millecinquecento. Costato otto milioni di dollari, ne ha incassati più di cinque volte tanto: 42 milioni solo in patria; ha accumulato premi ai festival di Deauville, al Sundance, a Edimburgo e a Locarno.

La commedia è graffiante e amara, on the road, su una famiglia fallimentare che a bordo di un vecchio pulmino Volkswagen tenta di traghettare la più piccola, una ragazzina grassoccia e miope (Abigail Breslin), verso la realizzazione di un sogno: partecipare al concorso di bellezza per bambine Little miss sunshine. Rinchiusi in un pulmino scassato per un tragitto lungo settecento miglia, tra il caldo e la polvere della California, la madre divorziata (Tony Collette), il nuovo compagno motivatore aziendale fallito (Greg Kinnear), il nonno sboccato ed eroinomane (Alan Arkin), lo zio gay fresco di suicidio (Steve Carrell) e l’adolescente ribelle votato al silenzio (Paul Dano) si confrontano in un linguaggio crudo e realistico, in un tragitto esistenziale che li porta a ribaltare il sistema di valori basato sul successo a tutti i costi.
I registi sono Jonathan Dayton e Valerie Faris, marito e moglie nella vita. La coppia, che è al primo lungometraggio per il cinema, nel curriculum vanta spot di grande successo, viedoclip musicali e documentari su gruppi come Smashing Pumpkins, Rem, Red hot chili peppers, Oasis e Ramones.

La scena clou è sicuramente quella finale (dove i registi hanno concentrato il messaggio morale della pellicola), quando tutto si ribalta, la famiglia sale sul palco e fugge dalla perfezione plastificata dei concorsi tv, dalla omologazione delle bambine-adulte sorridenti e truccate, dal cinismo delle madri menager, dimostrando così la loro vittoria.

Speriamo di riuscire a proiettarlo al cineforum… uno di quei film in cui si ride e ci si commuove imparando qualcosa.

Alessio

mercoledì, marzo 21, 2007

L’incanto di una donna

E’ una delle attrici, più belle, affascinanti, brave e dall’eleganza innata che io abbia mai visto e il cinema mai conosciuto.
E’ uscito nelle librerie da poco un libro a lei dedicato: “Audrey Hepburn. L’incanto di una donna” di Donald Spoto, edito Frassinelli.

L’attrice visse un’infanzia sfortunata. Il padre, Joseph Ruston, un inglese elegante e indolente che non riuscì mai a conservare un lavoro per più di un mese, abbandonò la miglie, la sofisticata Ella van Heemstra d’Olanda, sposata per interesse: era il 1935 e Audrey Hepburn aveva 6 anni, trascorsi a reclamare l’amore dell’arido papà e le tenerezze della mamma, troppo rigidamente aristocratica per manifestare affetto. Il distacco dal padre fu “l’episodio più traumatico della mia vita”, dichiarerà la Hepburn (che poi sceglierà il cognome della nonna materna), “ e in seguito ho vissuto con la paura costante di essere lasciata”.
L’attrice è educata nella solitudine di un collegi inglese, fino allo scoppio della guerra. Con la madre, dapprima simpatizzante della causa nazista poi passata con la Resistenza, si dedica non solo a collaborare con i partigiani ma anche ad assistere i malati ad Amsterdam. Dirà l’attrice: “Nel ’44 avevamo da mangiare solo bulbi di tulipani”. Ma Audrey crolla, nella prima di una serie di depressioni che la colpiranno tutta la vita.
Così la madre inizia ad accettare qualsiasi lavoro per realizzare il sogno della figlia, diventare prima ballerina; arte che la Hepburn studia da quando era bambina. Scoprirà di essere troppo alta per svettare come ballerina; farà quindi la comparsa in qualche film e la modella per la pubblicità: il suo sorriso e il modo di sbattere le palpebre incomincia ad incantare.
Tra il ’50 e il ’51 è in sette film; poi è ingaggiata dalla scrittrice francese Colette per il suo romanzo “Gigi” da interpretare a Broadway e anche da William Wyler che la scrittura per “Vacanze Romane” con Gregory Peck: il film le farà vincere l’Oscar.
Quindi la sua vita privata: tanti storie d’amore, sfortunate purtroppo; e il desiderio di avere tanti figli. Poi i due matrimoni infelici.
L’insicurezza, la sensazione di non essere mai all’altezza, accompagna Audrey tutta la vita. Né l’adorazione del pubblico né i compensi da capogiro (un milione di dollari degli anni ’60 per My fair lady) diradano la malinconia, che troppo spesso diventa depressione. E la sua voglia di fumare senza sosta. Muore di cancro nel ’93, dopo aver abbandonato da anni il cinema. Prima per fare la mamma a tempo pieno, poi per dedicarsi anima e corpo all’Unicef, ai bambini affamati, come lei durante la guerra (di recente il vestito da lei indossato nella prima scena di Colazione da Tiffany, creato da Givenchy, è stato battuto all'asta per 807.000 dollari: la somma è stata devoluta all’Unicef per la costruzione di scuole in India).

Ho deliberatamente attinto ad un articolo di Antonella Barina apparso sul Venerdì molto tempo fa.Solo due film che ho visto posso consigliarvi: uno è Vacanze Romane (nell'immagine una scena del film con Gregory Peck), straordinario e molto commovente (fa da sfondo una bellissima Roma del dopoguerra); l’altro è Colazione da Tiffany, tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote. Se potete e volete, scaricate Moon River la canzone che la Hepburn canta nostalgicamente nel film… un’indescrivibile meraviglia!

Alessio

lunedì, marzo 19, 2007

Chaplin… le opinioni di un vagabondo


Conscio della mia limitatezza nella conoscenza del Cinema (e ahimè non solo), mi avvalgo di un articolo tratta da Il venerdì di Repubblica che presenta questo libro, con la prefazione di Dario Fo: “Opinioni di un vagabondo: mezzo secolo di interviste”… il personaggio di cui si parla è Charlie Chaplin (o Charles Spencer Chaplin), nato nel 1889 e morto nel 1977.

La sua filmografia è sterminata e penso che tutti avremo visto qualche scena dei suoi film o sketch più famosi in Tv. Quelli che ho visto e chi mi sento di consigliare sono: Il grande dittatore (forse il più conosciuto; celebre la scena di Chaplin che gioca con il mondo), Il monello, Tempi moderni, Luci della città, La febbre dell’oro e Luci della ribalta. Interessante sarebbe anche leggere la sua biografia.
In Luci della città, c'è una scena che Ingrao ha definito una delle più belle della storia del cinema; credo che il suo giudizio sia condivisibile. Non voglio rovinarvi la sorpresa nè descriverla: provate a vedere l'intervista nel programma di Fazio, Che tempo che fa, al compagno Ingrao... oppure guardate il film, capirete immediatamente di quale scena si parli.
Ne Il grande dittatore, oltre la già citata scena, ce n'è un'altra che va evidenziata; potete vederla anche su youtube.com. E' definito il Discorso all'umanità, ed è la sequenza in cui Chaplin parla alla nazione...
In Luci della ribalta Chaplin recita insieme ad un altro grande attore del cinema muto, Buster Keaton. Entrambi invecchiati, mostrano la sorte degli attori del muto nell'era del sonoro (destino che non toccò Chaplin, ma che "rovinò" Keaton).

Dall'articolo: “Chaplin aveva il vezzo di ritenersi personaggio piuttosto deludente e dotato di scarso interesse. ‘Anche se non sono un pessimista e un misantropo, ci sono giorni in cui il contatto con qualsiasi essere umano mi fa sentire male fisicamente. In quei periodi sono oppresso da ciò che i romantici definivano “stanchezza del mondo”, mi sento un completo estraneo nei confronti della vita. Come se avessi sbagliato pianeta ’”. Dario Fo nota nell’introduzione che insistendo su tematiche come la poesia, la malinconia, il romanticismo si è finito col tacere della rabbia di Chaplin, sentimento che nasce dall’esperienza della sua vita: cresciuto negli slum londinesi, da genitori piuttosto poveri. Vita che trova il suo sfogo nei film e nelle comiche: “non c’è sequenza che non parli dello sgomento di fronte a un trauma antropologico che ormai giace sepolto nel nostro Dna: lo shock della civiltà automatica, della vita organizzata dove il lavoro è tutto e tutto è lavoro, dell’irruzione delle masse e delle megalopoli, indecenti, ma dove tocca campare, amare, provare a restare decenti. Come Charlot”. Nonostante il sonoro che non fece la sua rovina, ma che Chaplin seppe utilizzare con ingegno e originalità, dapprima soltanto con suoni e rumori, poi anche con la voce, “continuò a cantarle a un mondo che peggiorava a vista d’occhio” riconoscendo che “il meglio l’aveva dato nel muto: ‘Sapevo che col sonoro avrei perso molta della mia eloquenza’”.

A tarda età, “il cinema non parlava più la sua lingua rarefatta, ideogrammatica, del bianco e nero e del muto. Strombazzava sempre più le emozioni invece di suggerirle”. Dice Chaplin: “preferisco l’ombra di un treno che passa su un viso piuttosto che un’intera stazione ferroviaria”; e ancora, la sua sequenza ideale: “La scena che avrei sempre voluto girare: un uomo e una donna che hanno vissuto molto tempo insieme e poi si separano. Tempo dopo si incontrano in un ristorante, entrambi con un nuovo partner. Si dicono soltanto: “Ciao, come stai?”. Un cenno del capo, e passano oltre. Un legame così stretto, e poi quel terribile distaccarsi”. Dissolvenza.

Provate a vedere qualche suo film, uno qualsiasi. Tornate con la mente agli anni '20-'30; pensate cosa volesse significare allora comicità. Vi renderete conto delle novità che Chaplin, come Keaton e i fratelli Marx, portarono per la prima volta su pellicola: semplice, ma immortale, umorismo.

Alessio

mercoledì, marzo 14, 2007

Tra Ghezzi e Vigo: L'atalante
Si apre con questo post una nuova rubrica, che sarà seguita da un’altra a breve e poi da un’altra ancora a primavera iniziata. Si parlerà di storie, di Storia, di personaggi noti o meno noti: generali, registi, attori, uomini diventati eroi , qualche volta anche per sbaglio.

Inizio col parlare di cinema, con molta umiltà e consapevole del fatto di essere nient’altro che un dilettante, partendo dal lontano 1934 quando un giovane regista francese 29enne girò uno dei più bei film mai realizzati e che io abbia mai visto: L’atalante. Il regista si chiamava Jean Vigo.

Sicuramente molti di voi avranno visto scene di questo film, con il sottofondo musicale di “Because the night” di Patti Smith, su Rai Tre, sigla che introduce l’uomo in canottiera bianca che parla con la voce fuori sincrono, Enrico Ghezzi (l’inventore di Blob e di Fuori Orario, il programma in questione).
Le scene della sigla sono queste: una donna (Dita Parlo) che ruota nell’acqua come se danzasse e che poi sorride divertita; e l’uomo (Jean Dasté) che faticosamente risale con una corda la chiglia di una nave… poco altro. Non svelo il motivo di quella danza, né il perché dell’affascinante sorriso, spero potrete vederlo o anche solo intuirlo.
La trama del film è semplice, come semplici sono “la logica imperfetta della poesia e il fascino della bellezza pura”: due giovani sposini che vivono su un’imbarcazione, lei si annoia e fugge in città; lui cade in depressione e abbandona la nave. A mettere le cose a posto tra i due ci penserà Padre Jules, nella vita Michel Simon.

Secondo e ultimo film di Vigo, affetto da tubercolosi già durante le riprese. Ai botteghini sarà un fiasco, come il suo film precedente Zero in condotta. Tradite anche le intenzioni dell’autore: il film sarà ritoccato nel contenuto e col titolo modificato.
Si dovrà aspettare il 1940 perché veda la luce il vero Atalante come Vigo lo aveva immaginato.
Spero tanto che questo film possa essere aggiunto alla programmazione prossima del cineforum roccaseccano.
Qualora foste interessati a vederlo, mandatemi una email o scrivetelo nei commenti; cercherò di accontentarvi.

Alessio

mercoledì, marzo 07, 2007

Estetica del vuoto
Il vuoto nel CHANOYU
(cerimonia del Tè)

Questo argomento mi affascina e mi ha colpito molto, ed è per questo che ve ne parlo.
Credo sia una tradizione molto poetica e anche rilassante, sarebbe una cosa buona inserirla anche nella nostra società così frenetica.
Passando alla cerimonia del tè vorrei cominciare dire come e dove viene vissuta:
Il luogo in cui si celebra questa cerimonia è il “Sukiya” che significa dimora del vuoto o anche chiamata stanza del tè.
Per arrivare alla stanza ci sono dei rituali da compiere, ad esempio ci si arriva attraversando il “Roji” il giardino davanti la stanza, il quale si deve attraversare camminando su delle pietre distanti tra di loro e questa è la prima cosa che fa cambiare i consueti modi di percepire il movimento ed è grazie all’atmosfera del silenzio surreale e rispettoso che viene a crearsi.

Dopo aver passato il giardino si attende sotto ad un portico e lì la percezione del vuoto si comincia a farsi sentire di più; quell’attesa è come un modo per poter lasciare tutti i pensieri al di fuori di noi stessi e di continuare un cammino di purificazione.
A questo punto ci si sciacqua la bocca con dell’acqua per prepararsi ad una degustazione dei tè.
Entrando nella stanza del tè ci si deve rannicchiare perché l’ingresso somiglia più ad una finestra che ad una porta, ed anche questo ha un valore simbolico perché bisogna essere liberi mentalmente e non pensare all’onore.
Entrando si sta in una stanza allestita con semplicità, priva di qualsiasi cosa frivola e superflua, si può dire che, chi regna è il vuoto.
Nella cerimonia del tè c’è una tendenza nello sfumare i colori e comunque alla ricerca del colore originale, che è “nessun colore”.
Infatti negli interni gli unici colori percepibili sono le linee degli elementi architettonici e la trave verticale che delimita lo spazio tra la sukiya e un vano, il quale attaccato al muro ha un rotolo con una pittura.

L’assenza di colore e di mobili è per non far distrarre mentalmente e visivamente l’ospite.
Non bisogna soffermarsi all’aspetto della stanza, ma sollecitando la mente ad abituarsi ai pieni e vuoti di questa disposizione si arriva ad un punto che non è più una cosa da vedere ma è un modello da diventare; dunque quando non si è più distratti e la mente è vuota il modello diventa una parte di se e uno stile nello spazio della mente.
Così si conclude una prima fase piuttosto complicata da poter eseguire correttamente infatti bisogna essere molto equilibrati per poter riuscire a farcela.
Io credo che nella nostra cultura non sarebbe concepibile un concetto così di valore spirituale.

Ora si passa alla seconda fase, la cerimonia del tè vera e propria, infatti fin ora tutto ciò era solo una preparazione mentale al vuoto.
Il vuoto in cui si trova la cerimonia è interrotto solo dal rumore dell’acqua che bolle in un bricco di ferro contenente dei pezzetti di ferro i quali muovendosi con l’acqua in ebollizione, provocano dei suoni che possono ricordare ad esempio l’eco di una cascata, un temporale attraverso una foresta di bambù.

L’ importante è che il protagonista sia sempre il vuoto, interrotto solo da alcuni pieni sonori, quindi solo quando la mente è libera da ogni condizionamento sensibile si realizza la condizione reale cioè ogni fenomeno esterno può essere accolto nell’interiorità personale.
A questo punto il maestro con l’allievo eseguono dei movimenti (travasare l’acqua, miscelarla con delle foglie di tè e versare il tè) molto lenti e precisi; logicamente la gestualità del maestro è più naturale siccome non c’è più differenza tra se e il suo gesto e quindi diventano un tuttuno, proprio perché il maestro è in grado di svuotare la mente in modo da incorporare il gesto e renderlo fluido e non più teso. (logicamente l’argomento è molto piu’ ampio ma per non allungarmi troppo finisco…)

In conclusione vorrei fare un riferimento al tema del vuoto ricollegandolo alla nostra società, in particolar modo vorrei fare un accenno ad una recente canzone di Franco Battiato: “Il Vuoto”.
Il testo dice:

“tempo non c’è tempo sempre più in affanno sembra il nostro tempo…vuoto di senso, senso di vuoto…un mare di gente nel vuoto… tu sei quello che tu vuoi ma non sai quello che tu sei…danni fisici psicologici, collera, paura e stress, sindrome da traffico, ansia e stati emotivi, primordiali malesseri, pericoli imminenti…”
Il vuoto qui è visto come un malessere sociale una sindrome negativa che affligge la nostra società frenetica e stressata…
L’esempio più lampante si può notare nelle nostre metro: gente schiva, con lo sguardo assente nel VUOTO

Alessandra

mercoledì, febbraio 28, 2007

"E Dio disse: stringhe vibrate!...e l'universo fu!"
La Teoria delle Stringhe
Il Modello Standard della fisica delle particelle è una teoria che spiega l’universo a partire dai suoi componenti di base, le particelle elementari.
Questo modello si basa sull’esistenza di ben 25 particelle le quali si dividono in fermioni, cioè le particelle che costituiscono la materia(elettrone,neutrino elettronico, quark ecc…) e bosoni ovvero le particelle che trasportano le forze (forza nucleare forte,nucleare debole, elettromagnetica e gravitazionale).

Purtroppo questo modello non costituisce una teoria definitiva; infatti le particelle elementari descritte nel modello, potrebbero non essere elementari: un esempio per capire questo concetto è l’atomo, che all’inizio del 1900 si credeva indivisibile…poi si scoprì che esso era composto da elettroni, protoni e neutroni e che queste due ultime particelle a loro volta sono formate da altre più piccole: i quark.

Dunque si tratta di una teoria di “transizione” verso un’altra più generale, che ha il compito di spiegare l’universo a partire dai suoi più piccoli mattoni.
Il sogno di tutti i fisici è appunto spiegare l’universo intero con una formula in grado di descrivere e di legare la materia con le 4 forze fondamentali!...Una sorta di “Teoria del TUTTO”!
Una teoria molto appoggiata dai fisici teorici è la “Teoria delle Stringhe”.

Vediamo cosa dice questa interessante teoria:
Tutto l’universo, o meglio tutto quello che esiste, è generato da una miriade di cordicelle infinitesime che vibrano: le stringhe.

A differenza della visione tradizionale, nella teoria delle stringhe i mattoni della materia non sono particelle puntiformi ( come i protoni,elettroni, quark…) ma filamenti minuscoli, sottilissimi e in perenne oscillazione chiamati appunto “Stringhe” o “corde”.
Queste corde con gli estremi liberi oppure a forma di anelli chiusi, sono lunghi 10°-34 metri ( cioè un miliardesimo di un miliardesimo di miliardesimo di metro!) dunque miliardi di miliardi di volte più piccoli di un atomo!

Con le loro vibrazioni si crea sia la materia e sia le forze!
Proprio come una corda di violino può produrre note diverse, così le particelle sono la manifestazione dei vari modi in cui vibrano le stringhe!!!

Questo vale non solo per le particelle che formano la materia ( i fermioni) ma anche per i bosoni cioè le particelle che trasmettono le forze principali.
Ma non è finita qui! Il meglio ancora deve essere detto:
Lo spazio non ha solo 4 dimensioni (larghezza,profondità, altezza e tempo) che comunemente percepiamo, ma ne possiede ben 10!!!
Queste 6 aggiuntive sono però estremamente piccole e meno evidenti delle altre!

Per esempio:
un sottile filo di lana visto da lontano ci appare ad una sola dimensione, siccome notiamo solamente la sua lunghezza…ma se ci avviciniamo e lo guardiamo attentamente vedremo che ha un certo spessore…è tridimensionale!
Allo stesso modo, le 6 dimensioni extra sono osservabili solo su scale piccolissime che finora gli strumenti odierni non sono riusciti a vedere!

Insomma se fosse vera questa teoria e se venisse verificata, si aprirebbe la porta per una nuova era della fisica, una sorta di “rivoluzione” teorica di gran lunga superiore a quella fatta dalla relatività di Einstein e dalla fisica quantistica!!!

Ma non è finita qui: secondo l’ultima evoluzione della teoria delle stringhe, lo spazio avente 10 dimensioni è “popolato” da membrane vibranti, dette “brane” che a loro volta sono popolate da stringhe che non possono uscire dalla brana di appartenenza…il nostro universo sarebbe così una brana tridimensionale che fluttua in uno spazio a 10 dimensioni!
Poiché luce e materia restano chiuse all’interno di questa brana, noi non possiamo vedere o percepire le altre dimensioni aggiuntive .Tuttavia i gravitoni, le particelle che trasportano la forza di gravità, hanno la capacità di sfuggire dalla brana: dunque la forza di gravità si propaga nello spazio multidimensionale collegando tra loro diverse brane!

Dunque basta parlare di “UNIVERSO”!!! …si dovrebbe parlare di “MEGAVERSO”!!! ovviamente se tutto ciò corrispondesse alla realtà.

Insomma, speriamo di essere fortunati abbastanza per vedere i primi risultati positivi per questa teoria…per fortuna proprio nel 2007 a Ginevra l’LHC, l’ acceleratore di particelle più potente al mondo ci potrà dare prova di tutto ciò!

Non mi rimare che dire: “Chi vivrà, vedrà” e “Buona vibrazione a tutti!”

ispirato dalle parole del Prof. Zichichi

Simone
p.s.
L'immagine sopra, è lo spazio di Calabi Yau e sembra possa essere l'elemento base per"la forma" del multiverso...o meglio in ogni punto dello spazio che ci circonda dovrebbero esser presenti questi "gomitoli"(vedi immagine qui). Per saperne di piu' clicca qui

giovedì, febbraio 22, 2007

La vita secondo Woody Allen

Indignati da una pessima email che fa il giro di molte delle nostre caselle e offesi nella sensibilità, abbiamo deciso di pubblicare, in onore dell'autore e della verità che contraddistingue da sempre questo blog, la versione ufficiale de "La vita secondo Woody Allen".

La vita secondo Woody Allen

La cosa più ingiusta della vita è come finisce.

Voglio dire: la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo... Cosa ottieni alla fine? La morte. Che significa! Che cos'è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto?

Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato.

Bisognerebbe iniziare morendo, così ci si leva il pensiero.

Poi, in un ospizio dal quale si viene buttati fuori perché troppo giovani.

Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare per quarant'anni, fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione. Seguono feste, alcool, erba e il liceo.

Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e finisci il tutto con un bell'orgasmo!

Woody Allen
Alessio

giovedì, febbraio 15, 2007

I "romantici" della scienza
Mi limito a riportare 2 episodi accaduti in secoli diversi e vissuti da un matematico e da un genio dell'elettromagnetismo...si, due persone che si occupano dello studio di campi differenti, ma entrambi VERI uomini di scienza:

->Grigori Perelman è uno degli uomini più geniali del pianeta siccome nel 2002 ha risolto la «Congettura di Poincaré», enigma insoluto dal 1904!
Il geniale matematico francese, Henri Poincare nel 1904, si pose il quesito se in una figura a tre dimensioni una linea può essere ridotta a un punto e diventare una sfera senza tagliare né la figura, né la linea.
Questo problema è così difficile da risolvere che nel 2000 furono offerti 1 milione di dollari a chi lo avrebbe risolto!
Il matematico Perelman si è impegnato per cinque anni per risolvere la 'Congettura di Poincaré': "le conseguenze della risoluzione si faranno notare soprattutto nel campo della fisica teorica perché"sicuramente grazie a lui si scoprirà la forma del universo".(dicono i fisici)
Perelman per riconoscimento doveva ricevere la «Fields medal», la medaglia più prestigiosa attribuita dall'Unione internazionale dei matematici, e il premio di un milione di dollari!
Ma lo scienziato russo non ha accettato ne il milione di dollari ne il premio, dicendo:" la medaglia Field è del tutto irrilevante per me. Se la soluzione è quella giusta non c'e bisogno di nessun altro riconoscimento"!!!
In precedenza, senza rispettare le regole della comunità scientifica, dopo mesi di silenzio seguenti l'annuncio dell'avvenuta risoluzione del problema, Perelman la pubblico su Internet in 473 pagine invece di inviarla a riviste di prestigio!!!

->Nel maggio del 1885, il magnate Westinghouse acquistò i brevetti di Tesla relativi soprattutto, al motore a corrente alternata e alla bobina. Così da creare la Westinghouse Electric Company.
In base ad un contratto stipulato fra Westinghouse, Tesla avrebbe ricevuto dei compensi altissimi, in particolare un milione di dollari per i brevetti e le royalties. Tuttavia se Westinghouse avesse poi pagato tali somme, la Westinghouse Electric Company avrebbe dovuto sopportare dei costi troppo alti e si sarebbe trovata in difficoltà sul mercato rispetto alle concorrenti aziende...in poche parole la Westinghouse era prossima alla chiusura!
Tesla si recò da Westingouse affermando: "I benefici che deriveranno alla società dal mio sistema di corrente alternata polifase è per me più importante dei soldi che entreranno nelle mie tasche. Mr. Westinghouse, voi salverete la vostra azienda così potrete sviluppare le mie invenzioni. Qui c'è il vostro contratto e qui c'è il mio, li strappo a pezzetti e non avrete più problemi con le mie royalties"

è! che bei gesti!!!
Tutti gli uomini di scienza lì dovrebbero imitare, o quantomeno potrebbero impegnarsi il piu' possibile per seguire e raggiungere il vero obiettivo della scienza!
Si,ma qual'è il suo vero obiettivo???
Io credo che la risposta sia espressa egregiamente in questa frase:
"La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell' umanità".(Nikola Tesla)
Simone

giovedì, febbraio 08, 2007

Vuoi fare qualcosa per fermare il riscaldamento globale?
Ecco 10 cose semplici che puoi fare e quanto biossido di carbonio risparmieresti mettendole in pratica.

Cambia la luce
Sostituisci una lampadina normale con un’altra fluorescente (a basso consumo) per risparmiare 68.039 gr di biossido di carbonio l’anno.

Fai a meno dell’auto
Cammina, prendi la bici, condividi l'auto o prendi i mezzi pubblici più spesso. Risparmierai 454 gr di biossido di carbonio ogni 1,61 Km non percorso in auto.

Ricicla
Puoi risparmiare 1.088.622 gr di CO2 l’anno riciclando anche solo la metà dei tuoi rifiuti.

Controlla le gomme
Tenere sotto controllo la pressione dei pneumatici permette di ridurre l’emissione di gas del 3 per cento. Ciascun litro di gasolio risparmiato vuole dire almeno 2.387 gr di biossido di carbonio in meno nell’atmosfera.

Risparmia l’acqua calda
Serve parecchia energia per riscaldare l’acqua. Consuma meno acqua calda installando un rubinetto a getto ridotto (per risparmiare 158.757 gr di CO2 l’anno) e lava i vestiti in acqua fredda o tiepida (per risparmiare 226.796 gr di CO2 l’anno).

Evita grandi imballaggi
Puoi risparmiare 544.311 gr di biossido di carbonio riducendo i tuoi rifiuti del 10 per cento.

Regola il termostato di casa
Sposta il tuo termostato di 2 gradi in meno d’inverno e di 2 in più d’estate: con questo spostamento minimo puoi risparmiare circa 907.185 gr di biossido di carbonio l’anno.

Pianta un albero
Un solo albero assorbe almeno 1 tonnellata di CO2 nella durata della sua vita.

Prendi parte al progetto
Leggi e informati sul sito http://www.uip.it/unascomodaverita/
Spargi la voce! Vai al cinema a vedere “Una scomoda verità”

Questo è il contenuto della locandina che promuove il film. Potrete trovarla, con altre informazioni alcune delle quali in inglese, al sito http://www.unascomodaverita-ilfilm.it/; oppure basta scrivere su google “10 cose da fare” e, oltre ad altri interessati siti, potrete leggere in formato Pdf la versione della locandina in questione.
In Inghilterra stanno promuovendo l’insegnamento a scuola delle tematiche ambientali affrontate nel film e le proposte alternative per nuovi modelli di vita ecologici e rispettosi della natura. Per saperne di più leggete l’articolo su http://www.repubblica.it/, ciccando su questo link http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/ambiente/scuole-gb/scuole-gb/scuole-gb.html

Un’altra buona notizia: la Cina consapevole di essere una concausa all’inquinamento globale sta pensando seriamente di porvi rimedio con un piano già approvato dal governo che presto sarà pubblicato. Duro colpo per il governo Bush, restio ad iniziare una campagna ambientalista nella sua nazione. Per saperne di più http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/ambiente/cambio-clima/cambio-clima/cambio-clima.html
P.s.: nel dubbio se il film-documentario “Una scomoda verità” arriverà mai in provincia, possiamo fornirvi gratuitamente o con una cifra irrisoria (il minimo per coprire le spese) il dvd del film. Inviateci una email a questo indirizzo calcifer.anacleto@gmail.com
Alessio

venerdì, febbraio 02, 2007

TAMA Tamagogi GOGI gogi GoGiiiiiiiiiii!
GIOCA anche tu col Tamagogi UniGogi!!!
è molto meglio sia del miglior(peggior) Reality show che del monotono "the sims"!
SFAMALO,VESTILO, LAVALO E ... ACCULTURISCILO! è la cosa che gli riesce meglio!
TASCABILE e munito di WiFi è FACILE da usare... ha solo 3 pulsanti!gli altri li abbiamo eliminati! erano superflui!
La trama del gioco è semplice e divertente:

- Compra Portaportese, leggi gli annunci sui muri e trova a tutti i costi una stanza in affitto prima che inizino i corsi universitari! altrimenti il povero UniGoGi dovrà scroccare un posto letto da qualche amico o pernottare per strada!
- Iscrivilo ad un corso universitario che preferisci...non sarà facile trovare il bollettino per l'iscrizione entro la scadenza! ma non preoccuparti...scrivi al MAGNIFICO RETTORE, lui saprà cosa fare...
- Fai il test d'ammissione!
- Superato?? TRANQUILLO hai tante altre facoltà che non ti interessano da scegliere!
- Sopravvivi con 10-15 euro a settimana e divertiti a cucinare a UniGoGi piatti elaborati: pasta col tonno, fagioli in pentola, uova fritte e super insalatone ipernutrienti!
- Nutrilo di cultura attraverso uno studio estenuante sui libri!Vedrai! tutte le energie spese per lo studio daranno buoni risultati accademici: tanti 20 e anche qualche 30! ti daranno molte soddisfazioni!
- Cura e gestisci la vita (a-)sociale di UniGoGi: vivi la "movida" cittadina, scrocca cene e cenette dagli amici/amiche che ti sei fatto, vai con loro in squallidi pub e trucidi pizzerie, ritrovati con loro nelle piazze + frequentate da studenti universitari...chissà, potrai trovarci la ragazza che fa per UniGoGi!
-Trovata??? Non disperare! usa le tue + alti tecniche "acchiappine" e le tue doti da mandrillaccio per trovare una lei o un lui!!!
- Ancora non l'hai trovata??? Non preoccuparti... c'è sempre un qualcuno che vorrà bene e proverà affetto per il povero UniGoGi...e questo qualcuno SARAI PROPRIO TU!!!
- Fai la scalata universitaria a colpi di esami superati.....
- Bocciato??? e che fa! HAi tutta una VITA davanti a te per laurearti!!!

Questi sono solo alcune delle tappe principali del gioco...
Potrai scegliere ben 3 livelli di difficoltà:
Livello 1 - vita da sogno : affitto fino a 450 euro al mese incluso tutto, vincitore borsa di studio, bello, spiccate doti nell'apprendimento e nel rimorchiare
Livello 2 - una via di mezzo : ...una via di mezzo!
Livello 3 - vita reale : affitto massimo 250 euro al mese niente incluso, budget mensile max 100 euro, no borsa di studio, sfigato e repulsivo con le ragazze

DAI cosa ASPETTI!!!
Vai SUBITO a COMPRARLO! potrai trovarlo nei centri di accoglienza universitari o dentro la guida dello studente!
Il Divertimento è assicurato!!!

p.s.
il gioco non permette di trovare un lavoro dopo aver terminato l'università...RICOMINCIA da capo e prenditi un'altra laurea!
p.p.s.
Ogni riferimento a persone e a fatti realmente accaduti, è puramente casuale!
p.p.p.s.
DIFFIDATE dalle imitazioni! L' UNIGOGI TM è unico!

Leggere attentamente le avvertenze e le istruzioni per l'uso; severamente vietato l'utilizzo a soggetti epilettici;In caso di utilizzazione,fare delle pause di dieci-quindici minuti ogni ora.

Simone

lunedì, gennaio 29, 2007

Musica e Poesia
E' sempre esistito un rapporto fra poesia e musica.
Suono e parola hanno in comune il fascino e la potenza di espressione di qualcosa che non deve necessariamente essere immediatamente presente nelle vicinanze. Ma che al tempo stesso è dominabile, quasi controllabile, proprio mediante l'espressione e il canto, quindi tramite la parola e le figure retoriche, il verso, e il suono. E' poi ovvio che la parola sia suono, molto prima che segno o immagine scritta.Inoltre, poesia e musica obbligano a contare: c’è anche il fascino per il controllo su qualcosa creato dall’uomo e contemporaneamente misterioso; originariamente il ritmo e la ripetizione di elementi sonori serve a ricordare meglio.
Oltre che all'origine della letteratura occidentale, come in Omero o negli aedi o nel teatro greco, L'accompagnamento musicale della poesia risulta fondamentale in altre epoche ed in altre occasioni, come nella poesia provenzale e trobadorica in età medievale, o in molte forme di poesia popolare, come quella dei cantastorie, o negli odierni cantautori.
Il rapporto fra la poesia e la musica è fondamentale in Omero (VIII-IX sec. a. C.), negli aedi (cantori) delle gesta eroiche e della poesia epica nell'antica Grecia, ma anche nel teatro greco: all'epoca di Eschilo (VI sec. a. C.) assistere a una rappresentazione teatrale consiste nel partecipare a un rito religioso, gli avvenimenti che si raccontano sono un patrimonio comune e la tragedia (come la poesia epica) deve essere austera e grave in quanto svolge la funzione di «poesia educatrice», moralizzatrice, per eccellenza ed ecco che deve essere integralmente in versi. Fabrizio De Andrè rappresenta, nel campo musicale italiano il più riuscito incontro tra musica e poesia. I suoi testi, intensi e curati, si basano infatti su una ricerca ed una cura rigorosa nei confronti della parola, ben costruita e ben pronunciata. Spaziando dall'amore alla difficoltà ed al senso dell'umana esistenza, le canzoni di De Andrè sono riuscite ad interpretare il sentire collettivo emozionando e diventando così davvero "universali". Stefano Galazzo, nella tesi Fabrizio De Andrè: la poesia nella musica, analizza la poetica del cantautore genovese, soffermandosi, in particolare, su alcune delle sue tematiche principali: il concetto di morte, la figura di Gesù e l'attenzione verso gli emarginati.

Non basterebbe un libro, per esprimere la poesia che emana la musica attraverso le sue note fluttuanti nell'aria, per riportare i versi più celebri delle canzoni che rimangono nei cuori, che fanno parte della vita di ognuno di noi. Quelle note e quelle parole che ci accompagnano lungo il percorso del nostro destino. Ritornelli stonati, canticchiati di prima mattina al risveglio, che sembrano quasi volerci accompagnare l'intera giornata. Canzoni gridate con il cuore, in piena notte, tra le luci abbaglianti di un concerto; le emozioni forti scorrono lungo tutto il corpo,mentre tra amici si intona un motivo, sotto un cielo stellato o sotto un caldissimo sole di piena estate. Canzoni d'amore che rimarranno per sempre impresse dentro di noi in ricordo dei bei momenri vissuti. E poi ci sono quelle melodie che, ogni volta che le ascolti, ti provocano un brivido forte, una stretta al cuore. Musica per ballare liberi, per gioire, per emozionare, proprio come la poesia.
la musica è poesia, la poesia è musica...l'importante è sentirla dentro.

Cari amici, come avete potuto capire il mio primo(spero di una lunga serie) post, riguarda il rapporto tra musica e poesia.
Questa è solo una piccola premessa sull'argomento ma se voi e gli altri volete saperne di più potrei anche concedervi qualche piccolo assaggio che so...il foscolo e beethowen..il laboratorio di musica e poesia ecc...e se avete qualche domanda in particolare su qualsiasi argomento, autore, strumento e tutto ciò che tratta musica chiedete, anche xkè x me è più facile come lavoro avendo già un'idea ok? Adesso sta a voi..vi ringrazio e...fatemi sapere...
AL Prossimo Post
ValerioParà

mercoledì, gennaio 24, 2007

Roccasecca senza Adsl :
Eppur si muove! (ma l’astronomia non c’entra nulla)
Ebbene sì, le ultime indiscrezioni parlano di cambiamenti in atto nel nostro paesino: Roccasecca.
Qualche settimana fa ho avuto modo di parlare al telefono con Marcuccilli e lui stesso mi ha anticipato possibili progetti, riferendomi inoltre novità sulla linea Adsl. Da quel che ho capito, sia per i primi che per la seconda, già verso la primavera qualcosa potrà cambiare; insomma per l’estate del 2007 potremo già usufruire della connessione veloce e magari vivere in un “comune virtuoso”.
E’ però necessario uno sforzo comune: spero tanto che prima di marzo riusciremo a raccogliere in questo blog o in quelli dei nostri vicini, idee innovative, proposte interessanti e suggerimenti da inserire nei progetti da presentare agli enti pubblici.Molto è già stato fatto e il programma dell’Amministrazione che (un po’ turandoci il naso) abbiamo mandato al Comune, lo dimostra; ma io credo che molto altro si possa fare.
E’ chiaro che questo non vuol dire riporre le speranze e la fiducia in un ente pubblico (e relativi “dipendenti”) e lavarcene le mani! Qualora, all’approssimarsi della scadenza nulla di ciò che speravamo sarà stato fatto, si renderà necessario intervenire, protestare e sensibilizzare l’opinione pubblica.
Intanto rendo pubbliche le due email che Marcuccilli mi ha comunicato e che permettono di entrare in contatto con lui; è previsto, sempre secondo lo stesso, un sito completo per restare aggiornati sui lavori svolti e quelli previsti.
Le due email:
assessoratogiovani@libero.it
alessandromarcuccilli@inwind.it

Qualche aggiornamento… ahimè!
Ho scritto questo post qualche tempo fa, in piena ondata positiva; ho già inviato all’assessore sopra citato un paio di email, senza ricevere alcuna risposta (con l’aggravante che non credo il primo indirizzo sia attivo). E’ evidente come le cose già si mettano male, ma meglio essere ottimisti e sperare nel futuro.
Questo però vuol dire anche inondare la sua casella postale di email critiche e costruttive, propositive e utili per il bene del nostro paesino (link, articoli e quant’altro!).
Più che affidarmi alle istituzioni non mi rimane che fidarmi di NOI!!!

P.s.: vi prego di non fare “un uso criminoso” degli indirizzi email pubblicati…
Alessio

venerdì, gennaio 19, 2007

Salve a tutti!Dopo il post di "presentazione" del sito South Park Studio, dove ognuno può liberamente southparkizzarsi, vi presentiamo le migliori southparkizzazioni! Alcune sono fatte da noi, altre sono quelle che ci avete inviato per e-mail...
Mi raccomando, dopo averle viste esprimete i vostri pareri e votate la caricatura più "azzeccata"!
...non ci resta che dire:Vai con le caricature southparkizzate!!!
o meglio: VAI con le caricature southPORKizzate!


Joseito e Maite
Filippo Gneo Pompeo e JosèDavide D.C. e Roberto G. Febbricitante

Simone Fab.Spada Selvaggia e Iacovella Jako

Takkelli e Sara Ziguliva

Giuliano Grande rabbino e Gabriele Mondoa6corde
Marco Grande Tartaruga e Federica Fez

Loredana Mother Gaia e Marco

Alex Di Vito e Valerio Parà
Ok! votate!
Non ci resta che dire: HANNO UCCISO KENNY!
P.S. non so se avete capito... ma l'omino verde in alto rappresenta Il Bruco!eheh
è il nostro capo...


lunedì, gennaio 15, 2007

Ogni atomica è una boccia e i birilli son l'umanità
(p.s. il post può provocare sonnolenza e forte calo d'interesse)
Quante volte abbiamo visto queste immagini...scommetto che ogni volta che le vedete rimanete sbigottiti e senza parole, sia per l'effetto "scenico" che ha l'esplosione, che per la paura apocalittica capace di evocare.Almeno a me questo capita...Basta! Fine della premessa!eheh,Vado al sodo!
Cos' è che genera una forza distruttrice così inaudita?
Partiamo dal principio:L'Uranio in natura è presente in alcuni minerali in una percentuale molto bassa, tra lo 0,1% e lo 0,5% (è raro!) e è costituito per il 99,28% dall'isotopo U238, lo 0,71% dall'isotopo U235 e il restante dal U234.Quello FISSIBILE, e quindi in grado di provocare una reazione nucleare, è l'isotopo U235!!!Che è presente in una percentuale molto bassa!
Cosa vuol dire fissibile?
Ve lo spiego semplicemente con questo esempio...mi raccomando NON fatelo a casa!(...)Prendiamo l'U235 e lo bombardiamo con dei neutroni "lenti"...è un pò come cercare di rompere una sfera di vetro con delle biglie di ferro!
Guardate cosa accade:
Il nucleo dell'U235 cattura uno dei nostri neutroni e forma l'U236(diciamo che si è appesantito: da 235 è diventato 236) che ha piu' energia rispetto a prima, ma è instabile e allora si SPEZZA (fissione) in 2 nuovi nuclei X e Y, rilasciando anche 2-3 neutroni e dell'energia!
Ma scriviamolo che è meglio!
U235+neutrone lento----->U236----->X+Y+3neutroni+energia
L'energia che ci rilascia è ENORME!!!!Pensate una mole di U235 con questo procedimento visto ci rilascia un energia pari a 20000 miliardi di joule!!!Per intenderci è l'energia fornita dalla combustione di 600 tonnellate di carbone!...Senza parole...
Ma continuiamo a parlare di quei 2-3 neutroni che ci avanzano...hanno una importanza grandissima:Questi neutroni sono veloci, e se vengono rallentati, essi provocano a loro volta altre fissioni!(questo è quello che si chiama "reazione a catena")
Ecco la parte delicata, il nocciolo della questione:
-se 1-2 neutroni se ne vanno dispersi nell'ambiente, e 1 viene rallentato e provoca la fissione di un'altro nucleo, la reazione nucleare a catena si mantiene: CONDIZIONE CRITICA (è proprio quello che accade nelle centrali nucleari);
-se il numero il numero di fissioni conseguente alla prima fissione è in media minore di 1 la reazione si ARRESTA
-se invece è maggiore di 1(condizione IPERCRITICA) la reazione tende ad espandersi rapidamente e progressivamente: ESPLOSIONE NUCLEARE
Ed eccovi pronto un bel fungo atomico o meglio "Dragone Atomico" (rivisitato artisticamente da Alessandra)
Ora sappiamo qual'è la differenza tra cio' che accade nelle centrali nucleari e ciò che accade nella bomba atomica!
è tutta una questione di neutroni veloci che rallentano e innescano una reazione a catena "controllata"(centrale nucleare) o a "valanga"(bomba-atomica).
Neutroni veloci che rallentano...reazione a catena...Si ok...ma in pratica?
In pratica si ha che per avere la condizione critica, dunque una reazione controllata ci vuole una certa quantità di uranio mentre per avere la condizione ipercritica ce ne vuole una maggiore:
-per la prima servono minimo 6 Kg di U235 (massa critica)
-per la seconda servono minimo 17Kg di U235 (massa ipercritica)
Dunque una centrale atomica non potrà MAI SCOPPIARE come una bomba atomica siccome fisicamente è impossibile!!!(...è abbastanza rassicurante!)
Ci siamo troppo dilungati! devo terminare qui, altrimenti nessuno arriverà a leggere la fine per la crescente noia!
Ultime cifre significative:
-l'esplosione atomica con 50 Kg di Uranio235 equivale a quella di 1 milione di tonnellate di Tritolo!
-una bomba simile a quella di Hiroshima, provoca la distruzione COMPLETA di una zona di 1 Km di diametro!
-una Bomba all'idrogeno 50 volte più potente di quella di Hiroshima ha la zona di distruzione COMPLETA di 37 km di diametro!!
-nel 1961 si fece esplodere la più grossa bomba-idrogeno mai realizzata che era 5000 volte più potente dell'esplosione di Hiroshima...
-la bomba all'idrogeno non ha limiti di potenza a differenza di quella atomica...
Tirate voi le somme..."ogni atomica è una boccia e i birilli son l'umanità"(Celentano)
p.s.prossimamente parleremo meglio della bomba H, siccome è stata chiamata in causa.
p.p.s.GRAZIE a chi è arrivato a leggere fin qui!
Simone

giovedì, gennaio 11, 2007

Noi nel Parco del Sud...
Forse esiste già da tempo, ma solo di recente mi è capitato di vedere persone che conoscevo rappresentate nello stile southparkiano... così mi sono gettato nella rete e ho iniziato la ricerca del sito (o del programma), che offre la possibilità di immaginare noi stessi come i protagonisti del celebre cartone animato.
Vi linko il sito: clicca!

Le possibilità sono molteplici, ma le fattezze fisionomiche non tradiscono la semplicità dei personaggi famosi.
Si può scegliere il colore della pelle, i diversi tagli di capelli e di occhi, fino alla bocca; di vestiti ce ne sono a non finire, di ogni stile e colore possibile... senza dimenticare i cappelli e i guanti. Inoltre ci si può reinventare come uomini d'altri tempi (indiani o cavalieri) o anche com super eroi!
Fin qui tutto normale (o quasi)... provate però a cliccare su "stuff" e vedrete!
Inviateci le vostre interpretazioni... nel frattempo, ecco le nostre!


P.s.: per salvare l'immagine seguite le indicazioni...oppure chiedete aiuto al buongiorgio! (come ho fatto io :P)

lunedì, gennaio 08, 2007

SCOMPARSO
Scomparso
Non si hanno piu' sue notizie dal 25 dicembre 2006 ore 20:07,
data del suo ultimo commento ....
Stiamo collaborando anche con "chi l'ha visto" per rintracciarlo...
AIUTATECI!!
Chiunque abbia sue notizie ci faccia sapere al piu' presto!!





Con profonda tristezza, il resto del bruco
(Alessandra e Simone)

giovedì, gennaio 04, 2007

Salviamo il fiume Melfa 2 : Missione compiuta
Con immenso piacere pubblichiamo queste belle notizie sul fiume Melfa ricevute dall'amico Marco Cinelli.

La regione Lazio sotto spinta del Ministero dell'Ambiente, ha definitivamente bocciato il progetto irrigazione a pioggia sul Melfa.L'impianto non è stato ritenuto capace di soddisfare le caratteristiche più volte richieste in tema di tutela ambientale e conservazione dello stato idrogeologico del fiume. E' stato ritenuto incompatibile con la sopravvivenza della fauna ittica non avendo neppure percorsi di risalita per i pesci.
Inoltre non ha ottenuto la valutazione d'incidenza e l'approvazione dall'ufficio VIA (Incidenza ambientale).Tutto sospeso dunque e per ora il fiume è salvo.
Ora qualcosa di potente bolle in pentola e ve lo farò sapere al più presto perché pare sia qualcosa che potrebbe cambiare radicalmente il volto del fiume... in positivo naturalmente.
Ah dimenticavo... il presidente del Consorzio e i suoi loschi compari che pensavano di farla franca continuando i lavori e inducendo il silenzio di molti, hanno ricevuto un bell'avviso di garanzia.

Fiume Melfa
Scrivimi una email!
Email fiume Melfa

lunedì, gennaio 01, 2007

Auguri di buon 2007 a tutti i lettori!!!!
Che possa essere migliore dell'anno 2006!
... bè pensandoci bene è proprio un bell'augurio siccome nel 2006 ci sono stati molti avvenimenti positivi:
- Berlusconi con la sua Casa della Libertà ha fatto i bagagli e ha lasciato il governo in mano a Prodi, direi con molta testardaggine e repulsione!
- L'Italia ha vinto i mondiali in Germania, avverando il sogno di tutti gli italiani: battere ai rigori la Francia! e per lo piu' in finale!
- è nato il nostro\vostro caro blog Disse il Bruco, felicemente seguito dalla nascita dell’ onlylonelyshow, Metropolis PT3 e Gneo Pompeo … ma anche del Wingbeat (Josè) che ci ha preceduto nel tempo!

Altro? Sicuramente ce ne sono state di cose altrettanto importanti se non piu’ importanti di queste!se vi viene in mente qualcosa parlatene nei commenti!

Come sarà il 2007?
Nessuno può dirlo con esattezza… anche se c’è qualche pronostico e profezia che tenta di fare luce (o gettare ombra) su ciò che avverrà!
Ne cito una non felice purtroppo:
C'è una quartina di Nostradamus che indica un grande evento nel 2007: una sanguinoso evento negli Urali, che costringerà le popolazioni turche e delle altre nazioni confinanti a fuggire al gran galoppo per sottrarsi alla strage, quando ci sarà un transito del Sole con Saturno e Marte nel Leone (si verificherà appunto nel 2007). E per quel tempo l'Italia sarà invasa dai profughi.
Inoltre dice che l'Onu o la Nato risponderanno alla sfida lanciata dal terrorismo e che il Medio Oriente sarà sconvolto da un grande terremoto. Un sisma che si verificherà quando un ex grande potente sarà sottoposto a giudizio e condannato. Il rimando alla recente esecuzione di Saddam credo sia chiaro a tutti. E poi Nostradamus cita anche Roma. Ma di questo è meglio non parlare…

Ma! Staremo a vedere…
(: Di nuovo AUGURI di felice anno! :)