lunedì, ottobre 15, 2007

Si fa un gran parlare di ecologia e ambientalismo… ecco possiamo fare concretamente per ridurre il nostro impatto sull’ambiente. Si tratta di piccole buone abitudini che oltre a rispettare l’ambiente, ci permettono anche di risparmiare qualche euro.

L’articolo, di Cristina Mochi, è tratto da un Venerdì di qualche tempo fa.


Mettendoci tutti a dieta di carbonio si può alleggerire il peso del futuro


Nel 2005 entrava in vigore il protocollo di Kyoto. Ma, anziché diminuire, le emissioni di gas serra sono aumentate. Con pochi sacrifici, però, ognuno di noi può cambiare «taglia». E fare la differenza


Dopo la dieta del minestrone, questa primavera prepariamoci alla dieta del carbonio. La consigliano climatologi e ambientalisti, sicuri ormai che ridurre i consumi di energia (soprattutto tagliando gli sprechi) sia l'unica strada per ridare una speranza al Pianeta che ribolle.

Bisogna evitare, spiegano, che la temperatura media della Terra salga di oltre due gradi nei prossimi decenni, altrimenti il calore innescherebbe nell'atmosfera reazioni a catena dagli effetti imprevedibili. Ci sono gravi ritardi nelle scelte politiche, visto che alcuni tra i più gran di Paesi industrializzati del mondo, come Usa e Australia, non hanno neppure firmato gli accordi di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di gas inquinanti.

In Inghilterra però è stato calcolato che l'85 per cento delle immissioni di anidride carbonica nell'aria dipendono dai comportamenti individuali dei cittadini. E dunque si può fare molto modificando, anche di poco, le proprie abitudini. Proprio come si farebbe in una dieta non troppo severa.

Gli italiani, per esempio, che sono consumisti e spreconi almeno quanto gli inglesi (produciamo circa 500 milioni di tonnellate di CO2 l'anno, contro i circa 600 della Gran Bretagna) per l'anniversario di Kyoto (16 febbraio) sono invitati da Legambiente a passare da una taglia nove a una otto.

Nove sono le tonnellate di anidride carbonica che produciamo a testa: perdendone una ridurremmo le emissioni di circa 56 milioni di tonnellate, addirittura più di quel che abbiamo promesso di fare siglando il trattato (cioè 32,5 milioni di tonnellate entro il 2012). Pochi i sacrifici richiesti, dicevamo, e si possono affrontare a cuor leggero, pensando che ci alleggeriranno il respiro ma non le tasche.

Accendere solo di notte uno scaldabagno elettrico, infatti, taglia 2135chilogrammi di anidride, ma anche 854 euro in bolletta. Sostituire cinque lampadine con quelle a basso consumo taglia 17 5 chili e 70 euro, non lasciare la tv in stand by taglia 79 chili e 32 euro.

Può consolarci sapere che, nel frattempo, parecchi nel mondo si stanno muovendo per fare la propria parte. C'è la grande catena di supermercati inglese, Tesco, che ha dichiarato di voler fornire di tetti fotovoltaici i suoi punti vendita per renderli autonomi dal punto di vista energetico.
Dopo, mettere sui propri prodotti, oltre al calcolo di calorie, proteine e zuccheri, anche la produzione di C02 della merce in questione, calcolata in base ai chilometri fatti per arrivare sul banco o alla quantità di imballaggi.

Sul web le proposte si fanno più originali: Mark Oritkush di Boston, nel blog Ecolron (ecoiron.blogspot.com) vorrebbe far diventare nera la schermata di Google, così servirebbero 59 watt anziché 74 per visualizzarla. Quanto alle scelte dei politici, una data cruciale per l'Italia sarà il l0 luglio 2007, quando il mercato dell'energia verrà liberalizzato. Ma bisogna fare attenzione. A quella data avremo una situazione simile a quella vissuta con la telefonia: appariranno più fornitori, ciascuno con le sue tariffe. Ma mentre quelle attuali garantiscono risparmi per i contratti fino a 3kw, e così facendo premiano, giustamente, chi consuma di meno, in futuro, tolto il tetto dei 3kw (che si rivelerebbe antieconomico in un mercato libero), accadrà il contrario: i nuovi gestori, per guadagnare, spingeranno a consumare di più per spendere di meno, come succede, appunto, con il telefono. “Noi invece proponiamo di fare come in California: se in un anno dimostri di aver utilizzato il dieci percento in meno di energia, avrai uno sconto del dieci per cento in bolletta”, dice Edoardo Zanchini di Legambiente. Il libero mercato, poi, dovrebbe dare anche la possibilità di optare per l'energia rinnovabile. Ma potrebbe non essere così: oggi viene certificata come verde solo l'energia che non ottiene incentivi, e cioè l'idroelettrica, Per di più il fornitore non ha l'obbligo di dirti da dove prende l'energia. Se prima di luglio questa legge non viene cambiata, non ci sarà un mercato né verde né trasparente. Sperando poi che tutti questi sforzi si rivelino utili. “Come abbiamo chiuso il buco nell'ozono, faremo anche questo”, ci rassicura Al Gore nel suo bel film Una scomoda verità.

Alessio

Il Bruco partecipa con questo post a: Bloggers Unite - Blog Action Day

Blog Action Day

Il 15 ottobre, i blogger si uniranno per focalizzare l'attenzione di ognuno su una sola, importante problematica. Quest'anno l'argomento di discussione sarà l'ambiente. Ogni blogger scriverà un articolo sull'ambiente, in modo del tutto personale e collegato all'argomento del suo blog. Il nostro scopo è far parlare tutti per costruire un futuro migliore.

4 commenti:

il Bruco ha detto...

è sempre di piu' un bruco verde, ecologico e internazionale!

Il Grande Rabbino ha detto...

finalmente un nuovo post... dopo mesi di assenze!!
Questo post e stato dichiarato ecologico dall'unione europea e soprattutto NON-abusivo..ahaah

Marco tartaruga ha detto...

finalmente riecco il bruco. Dopo la pausa estiva dovuta al piccolo chioschetto eccoci qua.
MI fa piacere vedervi uniti con Blogger unite! contro il male che distrugge l'ambiente...
io non ci sono riuscito a farlo perchè come ben saprete anke il nostro blog deve ripartire da zero...
Bhe cmq analizzando i dati di Alessio (che devo dire che scrive cose che io ignoro...complimenti ) sono cose mostruose aggiaccianti. POi ci lamentiamo che l'inverno fa caldo e freddo: grazie c0n le nove tonnelate di carbonio e azoto e scifezze chimiche che creiamo è logico che il buco dell'ozono si allarghi.
Un pò come il film dei Simpson:il fiume di Sprinfield è il nostro mondo, basta un pò di sterco di maiale per portarlo al disatro innaturale!
Grande post per iniziare...

Alì Cicco ha detto...

Mi fa piacere cha abbiate ascoltato la mia "critica costruttiva"! :-) Ed è davvero un gran bel modo di tornare, perché è importante sottolineare il fatto che ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare qualcosa per migliorare l'ambiente.