giovedì, giugno 05, 2008

Dalle Lettere alla Lettura; dalla Lettura alla Letteratura


Inizia da oggi un’(altra) inutile rubrica che presenta alcuni dei migliori libri che ho letto da quando ho iniziato a leggere…

Mi limiterò a parlare brevemente del libro, inserendo un incipit del romanzo di cui parlo (qualche volta potrebbe essere anche un saggio, vi auguro di no).

Questa rubrica avrà uno scarso successo! Me lo prefiguro… ma non mi lamento. In Italia leggiamo veramente in pochi e comunque leggiamo troppo poco. Una volta tanto posso dire, a ragione, che la colpa è del clero e della sua Controriforma!


Il libro di oggi è Marcovaldo di Italo Calvino… citare l’autore basterebbe per non aggiungere altro. Qualsiasi cosa leggiate di lui, anche solo una lettera a qualche amico/a, è sempre densa di significati, profonda, così reale da sembrare che sia l’autore stesso a leggerla… si sente il suono della sua voce.


“Nello spazio di venti novelle, in cui il ciclo delle stagioni si ripete per cinque volte, il manovale Marcovaldo si ostina a cercare la Natura in una grande città industriale. E’ attento a qualsiasi variazione atmosferica e coglie i minimi segni di vita animale e vegetale, ma ogni volta va incontro a uno scacco, a una delusione.

Pubblicato per la prima volta nel 1963, Marcovaldo rappresenta sia una critica alla ‘civiltà industriale’, sia una critica all’idea di un possibile ‘ritorno all’indietro’ nella storia, rivelando così, anche grazie alla semplicità della struttura narrativa, tutta la ricchezza del rapporto di Italo Calvino con il mondo.”



L’incipit del libro:

“Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre.

Un giorno, sulla striscia d’aiola d’un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore, e ci germinarono dei funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che proprio lì prendeva ogni mattina il tram…”


Buona lettura.

5 commenti:

alessio ha detto...

è triste autocommentarsi, ma lo faccio per comunicare un paio di cose.
Questo è uno degli ultimi post dove ci sia da leggere; presto, saranno solo da guardare, qualche accenno, titolo, didascalia e niente più.

Secondo, è il primo post che pubblico autonomamente. Ringrazio il buongiorgio per avermi pubblicato tutti gli altri. Da sempre il mio maestro di informatica :)

Sono appena 100 pagine (o poco più)... leggetelo, mi e vi e lo ringrazierete (l'autore).

Marco Grande Arbitro ha detto...

Io l'ho letto, è bellissimo e mi mette un pò di tristezza.
Questo MArcoValdo un pò sfigato che cerca il verde dove c'è solo grigio!
Bellissimo libro, mi assomiglia!

nonsisamai ha detto...

mi piace qui e poi aanch'io ho scritto di calvino nel mio ultimo post...

a presto :)

Anonimo ha detto...

perchè non vuoi più scrivere??:(
cmq per me marcovaldo ha un valore affettivo particolare perchè è uno dei libri che mia madre mi leggeva sempre quando ero piccola e le piacque così tanto che ci fece una recita a scuola...a volte pensavo alla mia famiglia un pò come a quella di marcovaldo...vabè basta sennò piango!hihi!

Gaia

alessio ha detto...

Perchè è inutile... ormai ci sono troppi blog... ognuno pensa al suo e nessuno (o quasi) agli altri...

Non si può più perder tempo di fronte qualcosa scritto da altri e magari si spende il tempo per leggere qualcosa di più interessante e di qualche firma famosa (come è giusto che sia... ho pensato a questo pensando a me).

Quindi solo immagini, video, qualcos(in)a da leggere... e basta. Vengo incontro ai lettori e anche a me... meno tempo per scrivere e per leggere: guadagniamo entrambi.