giovedì, agosto 10, 2006


Gli animali (non-umani) come Persone

Ultimamente se n’è parlato in Spagna ed ha suscitato qualche clamore, soprattutto da parte dei moralisti cattolici; in realtà gli animali possono avere lo status di persona. Se in questo breve articolo riuscirò a dimostrarlo (avvalendomi di pensatori illustri come Singer o Taylor), concluderò che ogni animale ucciso, foss’anche per nutrirci, è l’equivalente di un omicidio.

Gli animali possono soffrire? Evidentemente sì, e allora perché permetterlo? Come sappiamo che provino dolore? Li vediamo dimenarsi come faremmo noi, o come abbiamo fatto in tenera età. Questo li fa già persone? In realtà no, ma basta introdurre una parola piccola che contiene in essa un grande valore: l’interesse. Che tipo di interesse? Non si parla, chiaramente, di musica, sport o vari hobby, ma di interessi morali, quali: il non essere uccisi né torturati e nemmeno imprigionati.
Violare anche solo uno di questi interessi vuol dire commettere un atto immorale. Non lo faremmo verso un nostro simile, perché farlo ad un animale?
Gli interessi prevedono una coscienza che alcuni, ma non tutti hanno; altri, invece, sono addirittura auto-coscienti. Questo vuol dire che hanno una memoria del passato e agiscono in previsione del futuro (soprattutto i mammiferi). I neonati e i bambini gravemente malformati (con sindrome di Down, idrocefali o con spina bifida) non hanno coscienza né interessi e non ci sogneremo mai di usarli come cavie di laboratorio; ad alcuni animali tocca invece questa sorte, nonostante abbiano un cervello più sviluppato.
Ogni animale e pianta è un centro teleologico, cioè ha un fine che è quello di vivere normalmente la propria vita: crescere e riprodursi, in una parola, il proprio BENE. Questo significa che il loro bene è meritevole di essere preservato e favorito come fine in sé, perché realizzarlo è qualcosa intrinsecamente di valore.
Ora, cosa è una persona? Un esistente con interessi, fini, desideri e (auto-) coscienza.
Se facessimo nostra la visione biocentrica della natura abbandonando quella antropocentrica, che tanti danni ha fatto (e continua a fare), inizieremo a vedere la realtà con altri occhi e a considerare la Terra come un’entità vivente e non più solo fisica.
Alessio

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Penso sia giusto rispettare gli animali, ma l'uomo deve prima imparare a rispettare la vita.In che senso? ad esempio l'aborto...
Simone

Davide ha detto...

Sono a favore dell'aborto.

Per quanto riguarda le varie cavie di laboratorio,
penso costituiscano un necessario passaggio
nella strada della conosccenza.

Già oggi ci sono sistemi (costosi)
che eliminano il bisogno di servirsi di animali
per testare un prodotto commerciale (cosmetici, famarci, ecc.) ma credo che in un prossimo futuro i costi si abbasseranno.
La nostra concezione morale degli animali si svilupperà e ricorderemo questo periodo come un "medioevo della (considerazione della) vita".

Il biocentrismo dominerà.
(E qui martina probabilmente non capirebbe
che per me è una cosa positiva :D)

ziguliva ha detto...

nonostante il paragone con i neonati e i bambini gravemente malformati, che sinceramente giudico un pò fuori luogo......
per il resto, credo che Mamma Oliva e Mr Zigulì siano la prova vivente (e mai parola fu più azzeccata di questa) che il biocentrismo è già in atto!! :) ah ah ah

Anonimo ha detto...

...facendo riferimento alla teoria dell'evoluzione(che ha creato un ponte tra psiche umana e animale) gli animali non lonotanamente possono essere considerati esseri umani! lo stesso Darwin ribadì che la vita psichica dell'animale è superiore a quella umana, di conseguenza divenne lecito pensare di condurre esperimenti sugli animali per capire le attività psichiche umane e ancora oggi in media si fa riferimento a quella teoria.
inoltre...parere personale, credo che solamente una cosa ci differenzia dagli animali, che l'essere umano-a volte-è in grado di agire con raziocinio, mentre gli animali, sono comandati dall'istinto!
ps:scusate il commento lungo, ma adoro la psicologia animale!
Gloria

Davide ha detto...

Se la vita psichica dell'animale è superiore a quella umana significa anche che gli animali sono capaci di provare emozioni più intense e complesse dell'uomo.

Non penso sia così!

Penso sia innegabile ritenere che gli animali abbiano comportamenti ed emozioni più semplici di quelli umani.

Simò, ho trovato un articolo mistificatorio qui: http://xoomer.alice.it/fedeescienza/discusitnf.html

Non l'ho letto tutto ma è scandaloso!
Sta al filosofo dirci perchè...

ziguliva ha detto...

la vita psichica dell'animale è superiore a quella umana?!?!

con tutto l'amore e il rispetto che ho x gli animali, e vi assicuro che ce n'è....non posso accettare una cosa del genere.

E allora Aristotele (e qui Alessio mi corregga se sbaglio) cosa intendeva dire con il fatto che la differenza tra gli uomini e l'animale sta proprio nel fatto che i primi hanno, a differenza dei secondi, un'anima intellettiva?

W gli animali, ma W anche la razionalità, x me propriamente umana, per quanto Darwin abbia avuto da ridire anche su questo!

Va bene....non mi dilungo :)
ciaooo

il Bruco ha detto...

è molto bello quell'articolo che propone Davide!
anche perkè è stato scritto da un fisico dello stato solido, materia che preferisco!eheh
leggetelo così poi ne parliamo nel blog

Davide ha detto...

Molto bello?
molto ottenebrante!!!

ziguliva ha detto...

Si legge in questo lungo ma interessante articolo: "...poiché tutti i bambini tendono ad attribuire agli animali pensieri, emozioni e sensazioni".....
Ecco, è ora che io cresca!

Cmq a parte tutto è molto interessante...leggetelo gente!